Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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06/12/20 - 2 domenica d'avvento

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2a domenica del Tempo d'Avvento - anno B


Ed io lo so che in Te, Signore,
la mia speranza si compirà.

La storia insegna che la mancanza di giustizia è alla base della sofferenza che arriva fino alla disperazione e questo spinge l'uomo ad attaccarsi a tutto per ritrovare un motivo di speranza che lo consoli.
Nell'VIII sec. a.C. Israele ebbe paura dei popoli confinanti che volevano deporre il suo re per imporne un altro, ma il Signore rassicurò il suo popolo annunciando per bocca del profeta Isaia che quando «la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7, 14) la situazione sarebbe cambiata radicalmente e il popolo avrebbe sperimentato un nuovo modo di vivere fondato sulla giustizia e sulla pace in completa armonia con tutta la natura.
Anche nel mondo greco-romano si viveva l'attesa del ritorno dell'età dell'oro che sembrava rendersi concreta quando Ottaviano instaurò, dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), la pax romana. A Roma, in quegli anni, si viveva un'atmosfera messianica come si respira nella IV egloga di Virgilio: «Ora nascerà un fanciullo, che per la prima volta farà finire la stirpe di ferro e quella d’oro avrà inizio in tutto il mondo, proteggilo o casta Lucina: il tuo Apollo già regna.».
Appare chiaro come la sete di speranza sia presente in popoli e in tempi diversi. Con Ottaviano Augusto, l'Asia ha un deciso periodo di prosperità, di pace e di sviluppo economico, sociale e culturale attestato anche dall'iscrizione di Pirene, una città fra Efeso e Mileto nell'odierna Turchia. Questa iscrizione equipara la data del 23 settembre, giorno natale di Cesare, all'inizio di tutte le cose e l’iscrizione continua affermando che egli, l'uomo donato dalla provvidenza, è il salvatore che, avendo messo fine alla guerra e instaurato la pace, ha superato i buoni annunci di tutti i predecessori. È interessante notare come in questa iscrizione appaia la parola “vangelo” (εὐαγγέλια πάντων euangélia pánton, i buoni annunci di tutti).
È passato mezzo secolo dalla morte di Ottaviano Augusto e niente sembra aver cambiato la situazione degli umili che vivono nella speranza che cieli e terre nuove al fine s’instaureranno sulla terra ed è in questo ambito di attesa che l’evangelista Marco risponde alle comunità cristiane, fiorite nel mondo greco romano, che con ogni probabilità hanno chiesto di conoscere l’inizio della loro avventura. La risposta stringata ma energica è chiara: tutte ...apri il file...

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Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:37
 

30/11/20 - Santo Andrea

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Sant'Andrea

messalino

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:38
 

29/11/20 - 1 domenica d'avvento

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1a domenica del Tempo d'Avvento - anno B

La speranza è la base di ogni progresso e di ogni crescita,
e la sua assenza rappresenta la più grande tragedia che possa capitare.
(Ezio Aceq)

Fra la nascita storica di Gesù e la sua venuta, vive il nostro tempo.
Oggi, con la prima domenica d’avvento ha inizio l’anno liturgico, un cammino di preghiera attraverso il quale è presentato l’insegnamento e la vita di Gesù, Signore del tempo e della storia. È questo tempo presente il momento privilegiato dell’incontro dell’uomo con il Dio che viene.
Molto tempo fa, in una riunione parrocchiale, all’inizio dell’Avvento, il relatore, fra le altre cose, disse: «In questo itinerario dell’Avvento saremo accompagnati dall’evangelista Marco che ci farà scoprire l’importanza di incontrare Gesù che viene per condurci verso la gioia».
A questo punto, il relatore non aveva ancora finito di parlare, uno tra i più giovani ascoltatori lo interruppe con quest’osservazione: «Nel vangelo si parla sempre di gioia, ma nella mia esperienza personale c’è sempre stata la paura perfino d’incontrare Gesù. Anche nel brano odierno si parla di notte e di attesa vigile perché il padrone, nel momento non conosciuto del suo ritorno, potrebbe trovarci addormentati. Mia nonna mi raccomandava sempre di essere in grazia di Dio perché nessuno conosce il giorno e l’ora della propria morte e se quel giorno non ci troverà senza peccato son dolori: è la condanna eterna. Dov’è il motivo per gioire?».
Il relatore fece uno scarto che smentiva la sua aria compassata e, con un tono di voce alterato che tradiva l’indole focosa, replicò: «Hai ragione! Ho sempre avuto la certezza che la lettura dei testi sacri, a cominciare dalla parola “Vangelo”, sia alquanto criptica. Perché al posto di “Vangelo” non diciamo: “Buona notizia”? La stessa parola “Avvento” non è di facile intuizione. Perché dobbiamo conoscere il greco antico e il latino per comprendere fino in fondo il significato di queste parole? Se fossi stato una persona qualificata, mi sarebbe tanto piaciuto tradurre la Bibbia in un linguaggio attuale così da rendere immediatamente comprensibili sia le parole sia gli splendidi contenuti troppe volte travisati come in questo caso».
Ancora non è stata fatta un’edizione della bibbia in chiaro e, quindi, occorre riferirsi alla conoscenza del contesto culturale in cui le parole sono state pronunciate per cercarne il vero significato e non tradire il pensiero di chi le ha tramandate. È vero che è necessario che la Parola entri in noi e ci parli, ma è altrettanto vero che se io non la conosco questa non potrà parlarmi.
Il termine “Avvento” significa la venuta verso di te di qualcuno o di qualcosa. In questo caso il qualcuno è lo stesso Dio che vuole incontrarti. Nessun incontro è neutro, ma porta sempre una novità bella o brutta, buona o cattiva. È dallo stesso termine latino che noi abbiamo coniato la parola “avventura”, che però ha un significato ambiguo, perché può anche indicare una trasgressione di tipo sessuale. L’avventura di cui parliamo è un’esperienza entusiasmante per il fatto che è l’incontro con ...apri il file...

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:56
 

22/11/2020 - Solennità di Cristo Re dell'universo

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34a domenica del tempo ordinario (Cristo Re dell'universo) - anno A


“Al tramonto della vita saremo giudicati sull’amore”.
(San Giovanni della Croce)



La festa di Cristo Re fu istituita dal Pio XI nel 1925 in un contesto per lo più determinato dalla grande guerra: da una parte la deriva umana, morale e religiosa, dall’altra il nascere e poi l’affermarsi del nazifascismo.
Nella società civile si fa strada il laicismo, da non confondersi con l’ateismo, che sostiene l'indipendenza della società civile e politica da ogni forma di condizionamento o ingerenza da parte della Chiesa.
Nella Chiesa avanza il clericalismo che si batte perché la struttura religiosa sia al di sopra di tutto e di tutti e di conseguenza il mondo, o meglio tutto ciò che non è governato dalla religione, è visto come un nemico da combattere.
Nell’intenzione del pontefice, non capìta all’epoca, questa festa si sarebbe dovuta opporre sia al laicismo sia al clericalismo, d'altra parte è l'epoca in cui le due posizioni si scontrano in maniera netta.
In Russia a partire dal 1924 Stalin, asceso al potere, si sbarazza, con una feroce repressione, del dissenso politico reale o presunto.
Nell’anno successivo nascono i partiti comunisti cinese e italiano mentre Mussolini inizia a organizzare il partito fascista.
In Germania il piccolo Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori, con l’arrivo di Adolf Hitler nel 1920 e la sua presidenza nel 1921, comincia la sua trasformazione che, come tutti sappiamo, porta alla seconda guerra mondiale.
All’interno della Chiesa i clericali affermano la centralità della chiesa stessa come mezzo e fine della salvezza per cui è logico che essa detenga ogni potere: politico e spirituale.
Interessante come il principio dell’«extra ecclesiam nulla salus» (al di fuori della Chiesa non c’è salvezza), espressione coniata da Cipriano vescovo di Cartagine e rivolta agli eretici che volevano rientrare nella Chiesa, nel tempo sia divenuta un principio universale rivolto a tutti, credenti e non credenti, sia quelli che hanno rifiutato il Cristo sia, addirittura, quelli che non l’hanno mai conosciuto. Con questa interpretazione la Chiesa, per il raggiungimento di tale fine, è posta al di sopra dello stesso Cristo.
È solo dal Concilio Vaticano II in poi che l’assioma è stato attenuato e la Chiesa non è più l’unico mezzo di salvezza ma uno fra i tanti, magari il più importante e il più prezioso.
In particolare il Concilio Vaticano II, con la costituzione «Gaudium et Spes», dichiara che l’autonomia delle realtà terrestri, è insita nella stessa creazione.
La riforma liturgica di Paolo VI mantiene la festa e precisa che «Cristo-Re» nulla ha da spartire con i regni di questa terra perché la sua regalità poggia sul mistero della croce e della sofferenza del Figlio dell’Uomo che ...continua...

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