Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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13/06/21 - 11a domenica del tempo ordinario

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11a domenica del Tempo Ordinario - anno B

«Gesù annunciava il Regno,
ed è la Chiesa che è venuta»
(A. Loisy, L'Evangile et l'Eglise, 1902, p. 111.[48])

 

Il significato del termine “parabola” sul dizionario italiano è sicuramente riduttivo rispetto all’uso che ne fa Gesù. Fra le molteplici definizioni che si trovano nei dizionari consultati, quella forse più vicina è la seguente: «Breve racconto che desume dalla natura o dalla vita un insegnamento religioso o morale; in partic., narrazioni di questo tipo caratteristiche della predicazione di Gesù …».

Gesù usa il linguaggio della parabola per parlare di ciò che va oltre la nostra esperienza. Per fare ciò egli utilizza dei paragoni presi dalla vita quotidiana. Nei vangeli si nota spesso come Dio per farsi intendere dagli uomini usi il linguaggio che ciascuno impiega quotidianamente. Per comprendere ciò basta ricordare che il segno indicato ai pastori per riconoscere Gesù è una mangiatoia[1], ai magi indica il percorso attraverso una stella[2]: la mangiatoia e la stella fanno parte della vita quotidiana rispettivamente dei pastori e degli studiosi del cielo. Così, ai tempi di Gesù, non vi era dubbio che la gente della Galilea ben comprendesse quando si parlava di semi, di terreno, di pioggia, di sole, di raccolti … queste cose fanno parte tutte della vita quotidiana delle persone e Gesù le usa per spiegare il mistero del Regno.

Nel linguaggio comune si sente dire talvolta che le parabole sono come favolette… a tal proposito “parabola” e “favola” non vanno confuse. La favola, infatti, è un racconto che non trova riscontro nella vita di ogni giorno, è una narrazione fantastica che serve a descrivere metaforicamente situazioni esistenti o facilmente intuibili e a trasmettere un insegnamento morale, mai evangelico, mentre la parabola si radica nella vita quotidiana ed è la chiave per comprendere lo straordinario di Dio nascosto nell’ordinario della vita di ogni giorno.

Un altro aspetto molto interessante è l’uso pedagogico che Gesù fa delle parabole. Attraverso queste non solo egli offre un aiuto agli ascoltatori per scoprire il mistero della presenza di Dio nella storia, ...apri il file...


[1] 12Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia. (Lc 2, 12)

[2] «Dov'è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo» (Mt 2, 2)

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Ultimo aggiornamento Sabato 12 Giugno 2021 18:20
 

11/06/21 - Sacro Cuore di Gesù

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Sacratissimo cuore di Gesù

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Ultimo aggiornamento Venerdì 11 Giugno 2021 15:37
 

06/06/21 - SS. Corpo e Sangue di Cristo

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SS. Corpo e Sangue di Cristo - anno B

Un giorno in cui riceveva degli ospiti eruditi, Rabbi Mendel di Kozk
li stupì chiedendo loro a bruciapelo: "Dove abita Dio?".
Quelli risero di lui:
"Ma che vi prende? Il mondo non è forse pieno della sua gloria?".
Ma il Rabbi diede lui stesso la risposta alla domanda:
"Dio abita dove lo si lascia entrare".
Ecco ciò che conta in ultima analisi: lasciar entrare Dio.
Ma lo si può lasciar entrare solo là dove ci si trova,
e dove ci si trova realmente, dove si vive,
e dove si vive una vita autentica.
Se instauriamo un rapporto santo con il piccolo mondo che ci è affidato,
se, nell'ambito della creazione con la quale viviamo,
noi aiutiamo la santa essenza spirituale a giungere a compimento,
allora prepariamo a Dio una dimora nel nostro luogo,
allora lasciamo entrare Dio.
(Martin Buber, IL CAMMINO DELL’UOMO
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose)
Edizioni Qiqajon, Comunità di Bose)

Nelle tre letture che la liturgia prevede per questa solennità, ricorre un aspetto molto importante: il sacrificio. Il sacrificio è alla base dell’Alleanza. Al cuore dell’uomo che sperimenta o ha sperimentato il male e la morte sulla sua pelle, non possono bastare le belle parole o le stupende dottrine. Solo la morte di Dio potrà ribaltare la disperazione dell’uomo in speranza. Sul Sinai nacque il popolo dell’Antica Alleanza, nel Cenacolo nasce il popolo della Nuova Alleanza.
Il contesto, che tutti conosciamo, è quello della Pasqua ebraica memoriale della liberazione dalla schiavitù dell’Egitto e della nascita del popolo d’Israele. Per commemorare annualmente la Pasqua, era osservato il rituale ispirato al racconto della liberazione esposto nel capitolo 12 dell’Esodo, compreso il banchetto. Non potevano mancare le erbe amare, simbolo della sofferenza sopportata dal popolo, né, come stimolo alla necessità di costante rinnovamento, il pane azzimo, in ricordo della fretta per l’imminente uscita dall’Egitto e l’agnello, offerto nel tempio di Gerusalemme, il cui sangue, posto sugli stipiti e sull’architrave della casa aveva risparmiato i primogeniti. Il capofamiglia, che presiedeva il banchetto, era tenuto a raccontare ai figli le grandi meraviglie compiute da Dio per la liberazione del popolo d’Israele dalla schiavitù dell’Egitto.
Forse sfugge che l’ultima cena di Gesù non è per tutti gli evangelisti da considerarsi come la cena pasquale.
Infatti, i sinottici, anche se con sfumature diverse, narrano che questa era una cena pasquale, quella cioè che rievocava con intensità un evento fondante della vita del popolo ebraico, l’inizio dell’esodo dall’Egitto verso la terra promessa.
Nel vangelo di Giovanni, invece, si legge che Gesù fu ucciso nel pomeriggio antecedente la cena pasquale. Addirittura l’evangelista precisa che i giudei non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua (Gv 18, 28).
A questo punto è lecito chiedersi quale sia la verità storica dell’evento.
La versione di Giovanni,  ...apri il file...

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31/05/21 - Visitazione della beata vergine Maria

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Visitazione della Beata Vergine Maria - anno B

 

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Ultimo aggiornamento Domenica 30 Maggio 2021 09:06
 


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