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01/03/17 - Mercoledì delle Ceneri

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01/03/2017 Mercoledì delle Ceneri – Anno A

Dio non guarda alle molteplicità delle azioni, ma al modo in cui si fanno.
(papa Giovanni XXIII)

Mercoledì delle ceneri inizia il tempo di Quaresima: cammino di conversione a Dio, tempo forte e realmente dedicato a cercare il senso vero dell'essere in Cristo. Si tratta di ripensare un'esperienza autentica, non di un  mero attaccamento ai riti: a Gesù  non piace l'ipocrisia,  (dal vocabolo greco ὑποκριτής che vuol dire attore, commediante), e si scaglia contro scribi e farisei perché essi con il loro comportamento cercano l’ammirazione degli altri, non sono veramente interessati al bene.
La pratica religiosa dell’elemosina, la prima delle tre pratiche giudaiche, ad esempio, in un atteggiamento ipocrita, glorifica chi la fa e umilia chi la riceve, mentre il bisogno d’aiuto va ascoltato e soddisfatto, non sfruttato.
Matteo colloca al centro delle tre pratiche religiose giudaiche la preghiera. Gesù, sospettoso dei luoghi di culto dove più facilmente è di casa l’ipocrisia, consiglia di pregare nella parte più nascosta della casa: la grotta usata come dispensa. Inoltre egli dà dei suggerimenti sul modo di pregare. Non bisogna moltiplicare le parole per esprimere la nostra fede. Le lunghe preghiere, per Gesù, ...continua...

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Ultimo aggiornamento Martedì 28 Febbraio 2017 08:25
 

"Via Crucis" 2017 con riflessioni di don Tonino Bello

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VIA CRUCIS

Tra i pii esercizi con cui i fedeli venerano la Passione del Signore pochi sono tanto amati quanto la Via Crucis. Attraverso il pio esercizio i fedeli ripercorrono con partecipe affetto il tratto ultimo del cammino percorso da Gesù durante la sua vita terrena: dal Monte degli Ulivi, dove nel «podere chiamato Getsemani» (Mc 14, 32) il Signore fu «in preda all’angoscia» (Lc 22, 44), fino al Monte Calvario dove fu crocifisso tra due malfattori, al giardino dove fu deposto in un sepolcro nuovo, scavato nella roccia.
Testimonianza dell’amore del popolo cristiano per il pio esercizio sono le innumerevoli Via Crucis erette nelle chiese, nei santuari, nei chiostri e anche all’aperto, in campagna o lungo la salita di una collina, alla quale le varie stazioni conferiscono una fisionomia suggestiva.
La Via Crucis è sintesi di varie devozioni sorte fin dall’alto Medioevo: il pellegrinaggio in Terra Santa, durante il quale i fedeli visitano devotamente i luoghi della Passione del Signore; la devozione alle “cadute di Cristo” sotto il peso della croce; la devozione ai “cammini dolorosi di Cristo”, che consiste nell’incedere processionale da una chiesa all’altra in memoria dei percorsi compiuti da Cristo durante la sua Passione; la devozione alle “stazioni di Cristo”, cioè ai momenti in cui Gesù si ferma lungo il cammino verso il Calvario perché costretto dai carnefici, o perché stremato dalla fatica, o perché, mosso dall’amore, cerca di stabilire un dialogo con gli uomini e le donne che assistono alla sua Passione. Nella sua forma attuale, attestata già nella prima metà del secolo XVII, la Via Crucis, diffusa soprattutto da san Leonardo da Porto Maurizio († 1751), approvata dalla Sede Apostolica ed arricchita da indulgenze, consta di quattordici stazioni.
La Via Crucis è una via tracciata dallo Spirito Santo, fuoco divino che ardeva nel petto di Cristo e lo sospinse verso il Calvario; ed è una via amata dalla Chiesa, che ha conservato memoria viva delle parole e degli avvenimenti degli ultimi giorni del suo Sposo e Signore.
Nel pio esercizio della Via Crucis confluiscono pure varie espressioni caratteristiche della spiritualità cristiana: la concezione della vita come cammino o pellegrinaggio; come passaggio, attraverso il mistero della Croce, dall’esilio terreno alla patria celeste; il desiderio di conformarsi profondamente alla Passione di Cristo; le esigenze della sequela Christi, per cui il discepolo deve camminare dietro il Maestro, portando quotidianamente la propria croce.
Per tutto ciò la Via Crucis è un esercizio di pietà particolarmente adatto al tempo di Quaresima.

Congregazione per il Culto Divino
e la disciplina dei Sacramenti,
Direttorio su pietà popolare e liturgia.
Principi e orientamenti
, 131-133

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calendario della benedizione delle famiglie 2017

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BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE

«24Ti benedica il Signore
e ti custodisca.
25Il Signore faccia risplendere per te il suo volto
e ti faccia grazia.
26Il Signore rivolga a te il suo volto
e ti conceda pace». (Nr 6, 24-26)

 

Siamo in Quaresima e vi è la tradizione di visitare le famiglie o, come si diceva una volta, di “benedire le case”. La tradizione era importante perché permetteva al parroco d’incontrare almeno una volta l’anno le persone che abitualmente non frequentavano la parrocchia ma che non rinunciavano alla benedizione della casa. Era anche l’occasione per visitare le zone parrocchiali più periferiche e rendersi conto, per così dire, dello “stato sociale” della parrocchia. Certo la benedizione delle case non era percepita come benedizione delle famiglie e guai se il prete non aspergeva tutti i locali della casa, bagni compresi. E piuttosto che rinunciare a questo rito, si lasciavano le chiavi dell’appartamento ai vicini.

Con la scusa dell’arrivo del prete, la casa doveva essere pulita per accogliere la benedizione. Dopo il lungo inverno, le case ne avevano proprio bisogno e le massaie coglievano quest’occasione per pulire a fondo ogni stanza. Come al prete, si spalancavano porte e finestre anche ai raggi del tiepido sole e ai profumi di primavera. Quest’attività, così motivata, era chiamata fare le “pulizie pasquali”. Tutti, poi, per lo scomodo, ricompensavano il prete con un’offerta.

Si racconta che nel contado di Prato un vecchio e malfermo parroco, al termine di una giornata particolarmente pesante, dovendo guadare un piccolo torrentello per entrare nell’ultima casa del giro, si mise a urlare per essere udito: ...continua...

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26/02/17 - VIII domenica del tempo ordinario

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26/02/2017 VIII domenica del tempo ordinario – Anno A

Dolce sentire come nel mio cuore,
ora umilmente sta nascendo amore.
Dolce capire che non son più solo,
ma che son parte di una immensa vita,
che generosa risplende intorno a me:
dono di Lui, del suo immenso amore.
(da "Fratello sole, sorella luna")

Questo splendido brano evangelico dove trabocca l'amore materno di Dio, fa ripensare a san Francesco e, per quelli che lo hanno visto, anche al film di Franco Zeffirelli "Fratello sole, sorella luna ", per la singolare rilettura di questo brano evangelico proposta nel film.
Nella scena dell'incontro di Chiara con Francesco, completamente immersi in una natura che evoca bellezza e silenzio, dove le parole possono andare direttamente al cuore, si vedono due bellissimi e inermi adolescenti che respirano a pieni polmoni il dono di Dio mentre la loro comunicazione diventa essenziale e profonda. Significative le parole che Chiara rivolge a Francesco quando gli riferisce ciò che la gente pensa di lui: "Pensano tutti che sei matto. Lo sai questo? Quando andasti alla guerra la gente diceva che eri bravo e intelligente, e ora sei matto perché fai il verso degli uccelli, corri dietro alle farfalle e guardi i fiori. Secondo me eri matto prima non ora".
Piene d'entusiasmo controllato sono ancora le parole con cui Chiara motiva a Francesco la scelta di seguirlo, come se volesse farci assaporare la gioia che dilata il tempo e lo spazio e che fa percepire come niente abbia più valore della fiducia in Dio: "Ascoltami. Io ti porto il mio bene, Francesco! D'ora in poi ho deciso di vivere come tu. Il tuo esempio mi ha illuminata: ora vedo così chiaro, finalmente! Non voglio più essere capita, voglio capire io, ne sono certa. Non mi aspetto di essere amata, voglio amare. Ti prego, Francesco, dovunque ci sia dolore aiutami, ti prego fa' ch'io porti gioia".
La scena, comunque, che più colpisce e fa riflettere è quella che rappresenta Francesco e i suoi pochi compagni a Roma, dove, nella bella e imponente basilica vaticana (scena girata nel duomo di Monreale), chiede a Innocenzo III di approvare la regola. Francesco, povero e scalzo percorre la navata di questa splendida chiesa mentre i nobili, i preti, i vescovi e i cardinali, ornati di ricche vesti e di preziosi monili, seduti comodamente, fanno ala al suo passaggio, e sullo sfondo il papa, al di sopra di tutti, ascolta con turbamento le parole di questo impresentabile giovane. Al di sopra di tutto e di tutti il Cristo, raffigurato in un bellissimo mosaico, guarda e benedice. Francesco, da principio intimorito, ...continua...

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