Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

SITO IN COSTRUZIONE

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Benvenuto in Parrocchia

21/02/21 - 1a domenica di quaresima

E-mail Stampa

1a domenica del tempo di quaresima

Signore, se porterò a buon fine questa missione, [...] potrei avere poi le ali?
Sono più di duecento anni che le sto aspettando, e già si comincia a mormorare.
- Clarence -
Guarda papà, guarda.
La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.
- Zuzu -
(dal film "La vita è meravigliosa" di Frank Capra).

Con il consueto stile stringato Marco descrive in soli due versetti l'esperienza di Gesù nel deserto e l’inizio della sua vita pubblica.
Nel primo versetto noi, più che ascoltare una narrazione, ammiriamo un'icona stilizzata, dove, nel piccolo spazio, all'interno della cornice del deserto, trovano posto molti personaggi.
Gesù vive la vita di ogni giorno senza alcun privilegio. Il suo cammino lo porta sulle rive del Giordano a fare la fila per ricevere il battesimo di Giovanni e, subito dopo, vede lo Spirito scendere verso di lui e ode una voce dal cielo, quella di Dio, che lo riconosce come il Figlio amato. A questo punto lo Spirito, che secondo il nostro modo di pensare, avrebbe dovuto rendergli la vita più semplice, compie qualche cosa d’inspiegabile: lo sospinge nel deserto. L’uso del verbo sospingere addolcisce il significato del verbo greco ἐκβάλλω, infatti, dalla traduzione sembrerebbe quasi che lo Spirito accompagni Gesù, magari con una spintarella, come per vincere la sua ritrosia ad andare nel deserto, mentre letteralmente il verbo greco esprime l'idea di una cacciata di Gesù, un allontanamento da quell'ambiente. Che cosa ci vuol comunicare Marco?
Iniziamo dal deserto, che per Israele è carico di significati e di ricordi. Innanzitutto è il luogo dell'Esodo, cioè del cammino di liberazione, ma è anche il luogo dove Dio prova la fedeltà del suo popolo, dove Dio chiama i profeti per incontrarli e indicare loro la via da percorrere, è infine, il luogo della tenerezza e dell'intimità di Dio reso simbolicamente con l'immagine della sposa. È nell'essenzialità del deserto, nella certezza della vicinanza di Dio che Gesù si trova di fronte ad un’ineludibile scelta, e sceglie, non di realizzare se stesso, ma di fare la volontà del Padre.
Gesù è cacciato nel deserto dallo Spirito del Padre per essere messo alla prova, come lo fu prima di lui il popolo ebreo dopo l'uscita dall'Egitto. Anche in questo caso è meglio tradurre il verbo greco πειράω con mettere alla prova piuttosto che tentare, che noi percepiamo immediatamente con una connotazione negativa, tanto più che Marco ...apri il file...

foglietto per la messa pieghevole testi completi messalino calendario liturgico

Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2021 06:43
 

14/02/21 - 6a domenica del tempo ordinario

E-mail Stampa

6a domenica del tempo ordinario


Quando pensi alla lunga e tenebrosa storia dell’uomo,
troverai che molti crimini spaventosi
sono stati commessi nel nome dell’obbedienza.
Molti di più di quanti ne siano mai stati commessi
in nome della ribellione.
(Charles Percy Snow)

Per meglio comprendere il brano di vangelo odierno, è indispensabile ricostruire il retroterra biblico riguardante le persone affette dalla malattia della lebbra: « 45Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!». 46Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento.» (Lev 13, 45-46). La lebbra, ai tempi di Gesù, era considerata un castigo di Dio. Chi era colpito da questa malattia era impuro e, in conseguenza della legge, doveva essere emarginato. Perfino chi toccava un lebbroso diventava impuro. Il malato era condannato a vivere in questo stato fino alla morte perché non poteva neppure raccomandarsi a Dio, l’unico che lo avrebbe potuto guarire. Infatti, Dio, la Purezza stessa, non può accostarsi a ciò che non è puro. In conclusione il lebbroso era un morto vivente escluso dalla comunità e da Dio. Quanto strazio provocava questa regola religiosa creata dall’uomo che aveva coinvolto perfino Dio e solo per la paura del contagio! Ecco che la venuta di Gesù più che una ventata di nuovo, porta un ciclone. Le persone sono invitate a convertirsi, a cambiare mentalità, a fare una inversione a “U”. Con Gesù saltano tutti gli schemi della società e della religione e, con questi, anche i condizionamenti conseguenti. Non è facile per le persone orientarsi dopo un terremoto, però se crediamo alla Buona notizia, da una parte bisogna pur incominciare. Il morto vivente del vangelo non ha ...apri il file...

foglietto per la messa pieghevole testi completi messalino calendario liturgico

Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2021 08:51
 

07/02/21 - 5a domenica del tempo ordinario

E-mail Stampa

5a domenica del tempo ordinario

«Il tempo è compiuto
e il regno di Dio è vicino;
convertitevi e credete nel Vangelo».
(Mc 1,15)

L’evangelista Marco scrive per i “catecumeni”, cioè per le persone che intendono seguire Gesù e che desiderano conoscerlo profondamente per un’adesione più consapevole.
I temi intorno ai quali si svolge il racconto riguardano l’identità di Gesù e quella del discepolo. Il catecumeno scoprirà la risposta a queste due domande quando al termine del cammino, se avrà il coraggio e la costanza di seguire il maestro fino ai piedi della croce, gli sarà svelato il suo vero volto e solo allora, vedendolo morire, e non prima vedendone i prodigi, sarà in grado di riconoscerlo Figlio di Dio, come lo riconobbe il pagano centurione[1].
Gesù, dopo l’incontro con il Battista, il battesimo nel Giordano con la prima rivelazione della sua identità[2] e le tentazioni nel deserto[3], inizia la sua missione in Galilea sulle rive del lago con la solenne proclamazione del regno di Dio[4] e la pronta adesione alla sua chiamata delle due coppie di discepoli.
Gesù, insieme a questi discepoli che lo seguono con la promessa di diventare pescatori d’uomini, arriva a Cafarnao dove ...apri il file...


[1] 39Il centurione, che si trovava di fronte a lui, avendolo visto spirare in quel modo, disse: «Davvero quest'uomo era Figlio di Dio!». (Mc 15, 39)
[2] 10E subito, uscendo dall'acqua, vide squarciarsi i cieli e lo Spirito discendere verso di lui come una colomba. 11E venne una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio, l'amato: in te ho posto il mio compiacimento». (Mc 1, 10-11)
[3] 12E subito lo Spirito lo sospinse nel deserto 13e nel deserto rimase quaranta giorni, tentato da Satana. Stava con le bestie selvatiche e gli angeli lo servivano. (Mc 1, 12)
[4] 14Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù andò nella Galilea, proclamando il vangelo di Dio, 15e diceva: «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo». (Mc 1, 14)

 

Ultimo aggiornamento Giovedì 04 Febbraio 2021 09:48
 

02/02/21 - Presentazione del Signore

E-mail Stampa

Presentazione del Signore


I vostri figli non sono figli vostri...  […]
Dimorano con voi, tuttavia non vi appartengono.
Potete dar loro il vostro amore, ma non le vostre idee.
Kahlil Gibran

Questo brano di vangelo ci invita a portare attenzione sulle due fasi che iniziano e chiudono il circolo della vita: l'infanzia e la vecchiaia.
I neo-genitori di Gesù, da buoni israeliti, adempiono i doveri rituali disciplinati dalla legge cioè la purificazione della madre prevista dal Levitico[1] e la consacrazione del figlio primogenito stabilita nell'Esodo[2].
I bambini nella storia dell'uomo sono stati spesso considerati beni privati, ossia a uso e consumo dei genitori, o pubblici, cioè a uso e consumo della patria o della razza. Talvolta sono stati considerati proprio «cose» che chiedono un «sacco di soldi per diventare esseri umani» e quelle «cose», beni o persone poco cambia, sono concetti cui si associa l'idea del possesso.
A bilanciare queste aride posizioni esiste però anche una tradizione che sostiene che un figlio è un dono di Dio e, come tale, è oggetto di educazione e soggetto da cui imparare.
Il rito della presentazione di Gesù al tempio c'insegna in particolare che ...apri il file...


[1] 1 Il Signore parlò a Mosè e disse: 2«Parla agli Israeliti dicendo: «Se una donna sarà rimasta incinta e darà alla luce un maschio, sarà impura per sette giorni; sarà impura come nel tempo delle sue mestruazioni.
3L'ottavo giorno si circonciderà il prepuzio del bambino. 4Poi ella resterà ancora trentatré giorni a purificarsi dal suo sangue; non toccherà alcuna cosa santa e non entrerà nel santuario, finché non siano compiuti i giorni della sua purificazione. 5Ma se partorisce una femmina sarà impura due settimane come durante le sue mestruazioni; resterà sessantasei giorni a purificarsi del suo sangue.
6Quando i giorni della sua purificazione per un figlio o per una figlia saranno compiuti, porterà al sacerdote all'ingresso della tenda del convegno un agnello di un anno come olocausto e un colombo o una tortora in sacrificio per il peccato. 7Il sacerdote li offrirà davanti al Signore e farà il rito espiatorio per lei; ella sarà purificata dal flusso del suo sangue. Questa è la legge che riguarda la donna, quando partorisce un maschio o una femmina. 8Se non ha mezzi per offrire un agnello, prenderà due tortore o due colombi: uno per l'olocausto e l'altro per il sacrificio per il peccato. Il sacerdote compirà il rito espiatorio per lei ed ella sarà pura»».
[2] «11Quando il Signore ti avrà fatto entrare nella terra del Cananeo, come ha giurato a te e ai tuoi padri, e te l'avrà data in possesso, 12tu riserverai per il Signore ogni primogenito del seno materno; ogni primo parto del tuo bestiame, se di sesso maschile, lo consacrerai al Signore.» (Es 12, 11-12).

 

foglietto per la Messa pieghevole testi completi messalino

Ultimo aggiornamento Domenica 31 Gennaio 2021 07:39
 


Pagina 1 di 212

Login

...e lascia la tua email per ricevere la NEWSLETTER con le più importanti notizie della tua Parrocchia

Chi è online

 25 visitatori online