Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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07/03/21 - 3a domenica di quaresima

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3a domenica del tempo di quaresima

52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
(Lc 1, 52)

Questo passo di vangelo non è la cronaca di un evento, ma una pagina di teologia. Infatti, nella narrazione sono presenti numerosi dettagli che attengono alle caratteristiche di un'apparizione successiva alla risurrezione. In altre parole l'evangelista non ci vuole mostrare il vero volto di Gesù, ma piuttosto come sia cambiato negli apostoli il modo di vedere: essi non guardano più gli avvenimenti con gli occhi dell'uomo che abita nella pianura ma con quelli dell'uomo che vive sulla montagna.
Il brano che siamo chiamati a meditare è pieno di una luce che non può venire dall'intervento dell'uomo ma solamente da Dio.
La trasfigurazione, che la liturgia pone sempre nella seconda domenica di Quaresima, è come un bagliore che illumina la realtà di cosa sia la Quaresima. Purtroppo la tradizione, non del tutto abbandonata, impone digiuni, meditazioni di cose tristi come certe "Via crucis", con un senso di oppressione interiore che anche alcuni modi di dire fanno ben comprendere: "Lungo come la Quaresima", riferito a una persona noiosa o "Avere una faccia da Quaresima" per dire uno patito, scarno ed emaciato. È un modo di pensare negativo che, sfrattando la gioia, non rende giustizia a questo bellissimo tempo liturgico che segna, invece, un'attesa carica di bellezza e di speranza e c'invita a vivere la primavera della nostra fede. A ben vedere i motivi per essere turbati e tristi non stanno nel tempo liturgico che viviamo e che ci propone la contemplazione del volto luminoso di Gesù, ma nella situazione in cui viviamo, in questo dolore che da ogni parte ci attanaglia e ci preoccupa.
Forse ci sta sfuggendo che in 70 stati del mondo vi sono 851 conflitti che provocano distruzione e morte.
Se ci sentissimo cittadini del mondo, saremmo in grado di uscire dal nostro piccolo orticello e, rinunciando alla lotta meschina per garantire i nostri piccoli interessi, ci renderemmo conto che i veri problemi causa e origine dei ...apri il file...

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 03 Marzo 2021 09:26
 

28/02/21 - 2a domenica di quaresima

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2a domenica del tempo di quaresima

52ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
(Lc 1, 52)

Questo passo di vangelo non è la cronaca di un evento, ma una pagina di teologia. Infatti, nella narrazione sono presenti numerosi dettagli che attengono alle caratteristiche di un'apparizione successiva alla risurrezione. In altre parole l'evangelista non ci vuole mostrare il vero volto di Gesù, ma piuttosto come sia cambiato negli apostoli il modo di vedere: essi non guardano più gli avvenimenti con gli occhi dell'uomo che abita nella pianura ma con quelli dell'uomo che vive sulla montagna.
Il brano che siamo chiamati a meditare è pieno di una luce che non può venire dall'intervento dell'uomo ma solamente da Dio.
La trasfigurazione, che la liturgia pone sempre nella seconda domenica di Quaresima, è come un bagliore che illumina la realtà di cosa sia la Quaresima. Purtroppo la tradizione, non del tutto abbandonata, impone digiuni, meditazioni di cose tristi come certe "Via crucis", con un senso di oppressione interiore che anche alcuni modi di dire fanno ben comprendere: "Lungo come la Quaresima", riferito a una persona noiosa o "Avere una faccia da Quaresima" per dire uno patito, scarno ed emaciato. È un modo di pensare negativo che, sfrattando la gioia, non rende giustizia a questo bellissimo tempo liturgico che segna, invece, un'attesa carica di bellezza e di speranza e c'invita a vivere la primavera della nostra fede. A ben vedere i motivi per essere turbati e tristi non stanno nel tempo liturgico che viviamo e che ci propone la contemplazione del volto luminoso di Gesù, ma nella situazione in cui viviamo, in questo dolore che da ogni parte ci attanaglia e ci preoccupa.
Forse ci sta sfuggendo che in 70 stati del mondo vi sono 851 conflitti che provocano distruzione e morte.
Se ci sentissimo cittadini del mondo,
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Ultimo aggiornamento Venerdì 26 Febbraio 2021 18:44
 

21/02/21 - 1a domenica di quaresima

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1a domenica del tempo di quaresima

Signore, se porterò a buon fine questa missione, [...] potrei avere poi le ali?
Sono più di duecento anni che le sto aspettando, e già si comincia a mormorare.
- Clarence -
Guarda papà, guarda.
La maestra dice che quando suona una campana un angelo mette le ali.
- Zuzu -
(dal film "La vita è meravigliosa" di Frank Capra).

Con il consueto stile stringato Marco descrive in soli due versetti l'esperienza di Gesù nel deserto e l’inizio della sua vita pubblica.
Nel primo versetto noi, più che ascoltare una narrazione, ammiriamo un'icona stilizzata, dove, nel piccolo spazio, all'interno della cornice del deserto, trovano posto molti personaggi.
Gesù vive la vita di ogni giorno senza alcun privilegio. Il suo cammino lo porta sulle rive del Giordano a fare la fila per ricevere il battesimo di Giovanni e, subito dopo, vede lo Spirito scendere verso di lui e ode una voce dal cielo, quella di Dio, che lo riconosce come il Figlio amato. A questo punto lo Spirito, che secondo il nostro modo di pensare, avrebbe dovuto rendergli la vita più semplice, compie qualche cosa d’inspiegabile: lo sospinge nel deserto. L’uso del verbo sospingere addolcisce il significato del verbo greco ἐκβάλλω, infatti, dalla traduzione sembrerebbe quasi che lo Spirito accompagni Gesù, magari con una spintarella, come per vincere la sua ritrosia ad andare nel deserto, mentre letteralmente il verbo greco esprime l'idea di una cacciata di Gesù, un allontanamento da quell'ambiente. Che cosa ci vuol comunicare Marco?
Iniziamo dal deserto, che per Israele è carico di significati e di ricordi. Innanzitutto è il luogo dell'Esodo, cioè del cammino di liberazione, ma è anche il luogo dove Dio prova la fedeltà del suo popolo, dove Dio chiama i profeti per incontrarli e indicare loro la via da percorrere, è infine, il luogo della tenerezza e dell'intimità di Dio reso simbolicamente con l'immagine della sposa. È nell'essenzialità del deserto, nella certezza della vicinanza di Dio che Gesù si trova di fronte ad un’ineludibile scelta, e sceglie, non di realizzare se stesso, ma di fare la volontà del Padre.
Gesù è cacciato nel deserto dallo Spirito del Padre per essere messo alla prova, come lo fu prima di lui il popolo ebreo dopo l'uscita dall'Egitto. Anche in questo caso è meglio tradurre il verbo greco πειράω con mettere alla prova piuttosto che tentare, che noi percepiamo immediatamente con una connotazione negativa, tanto più che Marco ...apri il file...

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 17 Febbraio 2021 06:43
 

14/02/21 - 6a domenica del tempo ordinario

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6a domenica del tempo ordinario


Quando pensi alla lunga e tenebrosa storia dell’uomo,
troverai che molti crimini spaventosi
sono stati commessi nel nome dell’obbedienza.
Molti di più di quanti ne siano mai stati commessi
in nome della ribellione.
(Charles Percy Snow)

Per meglio comprendere il brano di vangelo odierno, è indispensabile ricostruire il retroterra biblico riguardante le persone affette dalla malattia della lebbra: « 45Il lebbroso colpito da piaghe porterà vesti strappate e il capo scoperto; velato fino al labbro superiore, andrà gridando: «Impuro! Impuro!». 46Sarà impuro finché durerà in lui il male; è impuro, se ne starà solo, abiterà fuori dell'accampamento.» (Lev 13, 45-46). La lebbra, ai tempi di Gesù, era considerata un castigo di Dio. Chi era colpito da questa malattia era impuro e, in conseguenza della legge, doveva essere emarginato. Perfino chi toccava un lebbroso diventava impuro. Il malato era condannato a vivere in questo stato fino alla morte perché non poteva neppure raccomandarsi a Dio, l’unico che lo avrebbe potuto guarire. Infatti, Dio, la Purezza stessa, non può accostarsi a ciò che non è puro. In conclusione il lebbroso era un morto vivente escluso dalla comunità e da Dio. Quanto strazio provocava questa regola religiosa creata dall’uomo che aveva coinvolto perfino Dio e solo per la paura del contagio! Ecco che la venuta di Gesù più che una ventata di nuovo, porta un ciclone. Le persone sono invitate a convertirsi, a cambiare mentalità, a fare una inversione a “U”. Con Gesù saltano tutti gli schemi della società e della religione e, con questi, anche i condizionamenti conseguenti. Non è facile per le persone orientarsi dopo un terremoto, però se crediamo alla Buona notizia, da una parte bisogna pur incominciare. Il morto vivente del vangelo non ha ...apri il file...

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Ultimo aggiornamento Venerdì 12 Febbraio 2021 08:51
 


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