Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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24/10/21 - 30a domenica del tempo ordinario

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30a domenica del Tempo Ordinario - anno B

 

Si vede bene solo con il cuore.
L'essenziale è invisibile agli occhi.
Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe, 1943

Nel vangelo delle domeniche precedenti, abbiamo visto come la ricchezza e il potere siano le vie che più affascinano l'uomo, e anche come fra tutte le strade che l'uomo durante la vita può percorrere per scelta personale, la meno seguita, forse perché improduttiva, sia quella della fede. Vivere sentendosi sicuri da un punto di vista sociale, con un tenore di vita che soddisfa molte necessità non fa sentire bisognosi d'aiuto, o desiderosi di salvezza: neppure la morte fa paura giacché c'è sempre la speranza che la scienza, che ha occupato il posto di Dio, alla fine risolva anche questo problema.
Cosi, a differenza di Bartimèo, non cerchiamo chi può renderci il dono della vista perché non ci rendiamo nemmeno conto di non vedere. Gesù ci passa accanto, ma noi non lo vediamo e rimaniamo ai bordi della strada. Non siamo disposti a lasciare il mantello, come Bartimèo, e così perdiamo l'occasione d'incontrare chi ci può guarire. Siamo come quei vecchi che si accontentano di leggere un quotidiano stravaccati sulla poltrona in vestaglia e pantofole. Noi non conosciamo il gusto di ricominciare, di rendere la vita nuova scattando verso Gesù per seguirlo, lasciando il bordo della strada come fece Bartimèo che, pur essendo cieco, sapeva bene quello che voleva e lo perseguiva con tutte le sue forze.
L’affermazione di Gesù: «Va', la tua fede ti ha salvato» c’interroga su che cosa sia la fede. Si parla di fede dando per scontato che tutti sappiamo di che cosa si tratti.
La storia c’insegna che il termine fede ha un significato ambiguo che a volte vuol dire esaltazione demenziale dell’irrazionalità e altre diviene addirittura intolleranza e fondamentalismo. Il problema nasce dal fatto che non è stato scoperto uno strumento ...continua...

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 20 Ottobre 2021 06:26
 

17/10/21 - 29a domenica del tempo ordinario

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29a domenica del Tempo Ordinario - anno B

 

Ma il giorno che avremo sfondata insieme la cancellata di qualche parco, installata insieme la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordatene Pipetta, non ti fidar di me, quel giorno io ti tradirò.
Quel giorno io non resterò là con te. Io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio Signore crocifisso. Quando tu non avrai più fame né sete, ricordatene Pipetta, quel giorno io ti tradirò. Quel giorno finalmente potrò cantare l'unico grido di vittoria degno d'un sacerdote di Cristo: “Beati i... fame e sete”.
(dalla “Lettera a Pipetta” di don Lorenzo Milani San Donato 1950)

Gesù parla del potere, che diviene addirittura diabolico quando riesce a inculcare nella gente, anche in quelli che subiscono le ingiustizie più truci, l’idea che essere schiavi e dominati, in fondo, è la situazione migliore per vivere una “vita tranquilla”. Così, per due motivi diametralmente opposti le persone disperate e quelle tranquille rifuggono l’impegno e lasciano che le cose continuino ad andare come vanno.
Per Gesù il “Potere” come l’”Avere” sono il Satana che impedisce all’uomo di accogliere il suo messaggio. Allora la domanda che sorge spontanea è questa: «Se le cose stanno così un cristiano non può impegnarsi nella politica o nell’economia?». L’impegno, nella realtà in cui viviamo, è un dovere primario del cristiano che all’esercizio del potere opporrà quello dell’autorità derivante dalla competenza. Questo è quanto ci ha insegnato Gesù: mettere a servizio degli altri le nostre capacità non per dominarli attraverso la paura, le tangenti, la persuasione, ma per avvantaggiarli, per liberarli, per farli crescere.  ...continua...

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Ultimo aggiornamento Giovedì 14 Ottobre 2021 16:43
 

10/10/21 - 28a domenica del tempo ordinario

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28a domenica del Tempo Ordinario - anno B

 

I ricchi impoveriscono e hanno fame, 
ma chi cerca il Signore non manca di nulla.

(Sal 34,11)

“Essere” o “Avere”? È il dilemma di sempre. I più, probabilmente, a una domanda del genere risponderanno senza pensarci “Avere”, mentre “Essere” sarà magari la risposta di chi sta già facendo un percorso di conoscenza di sé e dei valori verso cui orientare la propria vita. Anche ai tempi di Gesù, l’ideale di ogni uomo era lo stesso di oggi: possedere molto per soddisfare i propri desideri e magari, in piccola parte, condividere la ricchezza con gli altri.

Spesso gli uomini odiano i grandi detentori della ricchezza, che effettivamente può essere strumento di potere, ma, nel profondo del loro animo, nello stesso tempo li ammirano. L’aspetto economico condiziona pesantemente la nostra vita, spesso anche in maniera assurda. Nel tempo, per sconfiggere la povertà con tutti i mali che si porta dietro, abbiamo ideato molti modelli economici, ma abbiamo sempre sperimentato la sconfitta: finora non abbiamo trovato il modo di rendere più giusta la ripartizione della ricchezza. Si tratta comunque di un discorso molto complesso.

Come il solito, la chiave di lettura di questo brano di vangelo non è banale né scontata. Infatti, Gesù non ci propina semplicemente una verità né ci indica fra ricchezza e povertà la scelta ...continua...

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 06 Ottobre 2021 05:41
 

04/10/21 - San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

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San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia

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