Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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08/12/20 - Immacolata concezione della B.V. Maria

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Solennità dell'Immacolata Concezione della B. V. Maria

1Lo spirito del Signore Dio è su di me,
perché il Signore mi ha consacrato con l'unzione;
mi ha mandato a portare il lieto annuncio ai miseri,
a fasciare le piaghe dei cuori spezzati,
a proclamare la libertà degli schiavi,
la scarcerazione dei prigionieri,
2a promulgare l'anno di grazia del Signore,…
(Is 61, 1 ss.)
Amen.

La responsabilità dell’estrema naturalezza con cui accogliamo l'incredibile storia della maternità di Maria è da ricondursi anche all'arte sacra e ai racconti orali a essa ispirati. I dipinti nelle chiese, in un momento in cui la maggior parte della popolazione non sapeva leggere né scrivere, servivano innanzitutto alla catechesi e fra questi difficilmente poteva mancare una rappresentazione dell'Annunciazione.
Molti di questi dipinti sono splendidi e a guardarli è difficile rimanere indifferenti o non commuoversi. Tuttavia, da un'attenta lettura del brano di vangelo di Luca, c'è da chiedersi dove siano stati attinti tutti quei bellissimi particolari che ci danno una visione idilliaca dell'evento. È questa l'Annunciazione descritta da Luca? Poiché non abbiamo testi che ci indichino se questo evento fosse stato una visione o un fatto realmente accaduto, è ovvio che per la rappresentazione pittorica, quest'ultima ipotesi sia la più adatta. Ciò che lascia perplessi è il luogo e i personaggi che animano la scena.
I luoghi rappresentati dai pittori, assomigliano agli ambienti dei palazzi signorili dell'epoca degli artisti e non a una modesta casetta di Nazareth. Anche il rapporto tra l'angelo e Maria, in molti dipinti, assomiglia all'incontro in pubblico di un signore con la sua dama. E che dire dei dipinti che ci mostrano questa donna con un libro in mano, colta nell'atteggiamento di preghiera o di studio? Tutto questo non emerge dal brano di vangelo. Infatti, l'evento accade in un villaggio della bassa Galilea talmente piccolo che non se ne trova traccia neppure nell'Antico Testamento. Gli abitanti della Galilea, gente semplice e poco istruita, erano considerati infedeli dai Giudei e per questo disprezzati ed emarginati dalle strutture religiose ufficiali. L'annuncio, quindi, non avviene in splendidi saloni o in giardini impreziositi da bellissime piante, ma, presumibilmente, in una povera casa e non è rivolto a una dama incantevole e ben vestita, ma a una bambina, di statura bassa e carnagione scura, che verosimilmente non sapeva leggere né scrivere.
Comunque, se l'evento è esaminato da un punto di vista puramente umano, si rileva una gestione assai complicata dei fatti riguardo alle motivazioni e resa ancor più confusa dalle mille diverse interpretazioni che sono state fatte e che probabilmente si faranno ancora. Oggi, ma forse anche in quel tempo, per salvare l'onore di Maria, a Dio sarebbe bastato ...apri il file...

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Ultimo aggiornamento Domenica 06 Dicembre 2020 05:57
 

06/12/20 - 2 domenica d'avvento

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2a domenica del Tempo d'Avvento - anno B


Ed io lo so che in Te, Signore,
la mia speranza si compirà.

La storia insegna che la mancanza di giustizia è alla base della sofferenza che arriva fino alla disperazione e questo spinge l'uomo ad attaccarsi a tutto per ritrovare un motivo di speranza che lo consoli.
Nell'VIII sec. a.C. Israele ebbe paura dei popoli confinanti che volevano deporre il suo re per imporne un altro, ma il Signore rassicurò il suo popolo annunciando per bocca del profeta Isaia che quando «la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele» (Is 7, 14) la situazione sarebbe cambiata radicalmente e il popolo avrebbe sperimentato un nuovo modo di vivere fondato sulla giustizia e sulla pace in completa armonia con tutta la natura.
Anche nel mondo greco-romano si viveva l'attesa del ritorno dell'età dell'oro che sembrava rendersi concreta quando Ottaviano instaurò, dopo la battaglia di Azio (31 a.C.), la pax romana. A Roma, in quegli anni, si viveva un'atmosfera messianica come si respira nella IV egloga di Virgilio: «Ora nascerà un fanciullo, che per la prima volta farà finire la stirpe di ferro e quella d’oro avrà inizio in tutto il mondo, proteggilo o casta Lucina: il tuo Apollo già regna.».
Appare chiaro come la sete di speranza sia presente in popoli e in tempi diversi. Con Ottaviano Augusto, l'Asia ha un deciso periodo di prosperità, di pace e di sviluppo economico, sociale e culturale attestato anche dall'iscrizione di Pirene, una città fra Efeso e Mileto nell'odierna Turchia. Questa iscrizione equipara la data del 23 settembre, giorno natale di Cesare, all'inizio di tutte le cose e l’iscrizione continua affermando che egli, l'uomo donato dalla provvidenza, è il salvatore che, avendo messo fine alla guerra e instaurato la pace, ha superato i buoni annunci di tutti i predecessori. È interessante notare come in questa iscrizione appaia la parola “vangelo” (εὐαγγέλια πάντων euangélia pánton, i buoni annunci di tutti).
È passato mezzo secolo dalla morte di Ottaviano Augusto e niente sembra aver cambiato la situazione degli umili che vivono nella speranza che cieli e terre nuove al fine s’instaureranno sulla terra ed è in questo ambito di attesa che l’evangelista Marco risponde alle comunità cristiane, fiorite nel mondo greco romano, che con ogni probabilità hanno chiesto di conoscere l’inizio della loro avventura. La risposta stringata ma energica è chiara: tutte ...apri il file...

foglietto per la Messa pieghevole testi completi messalino calendario liturgico

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:37
 

30/11/20 - Santo Andrea

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Sant'Andrea

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Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:38
 

29/11/20 - 1 domenica d'avvento

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1a domenica del Tempo d'Avvento - anno B

La speranza è la base di ogni progresso e di ogni crescita,
e la sua assenza rappresenta la più grande tragedia che possa capitare.
(Ezio Aceq)

Fra la nascita storica di Gesù e la sua venuta, vive il nostro tempo.
Oggi, con la prima domenica d’avvento ha inizio l’anno liturgico, un cammino di preghiera attraverso il quale è presentato l’insegnamento e la vita di Gesù, Signore del tempo e della storia. È questo tempo presente il momento privilegiato dell’incontro dell’uomo con il Dio che viene.
Molto tempo fa, in una riunione parrocchiale, all’inizio dell’Avvento, il relatore, fra le altre cose, disse: «In questo itinerario dell’Avvento saremo accompagnati dall’evangelista Marco che ci farà scoprire l’importanza di incontrare Gesù che viene per condurci verso la gioia».
A questo punto, il relatore non aveva ancora finito di parlare, uno tra i più giovani ascoltatori lo interruppe con quest’osservazione: «Nel vangelo si parla sempre di gioia, ma nella mia esperienza personale c’è sempre stata la paura perfino d’incontrare Gesù. Anche nel brano odierno si parla di notte e di attesa vigile perché il padrone, nel momento non conosciuto del suo ritorno, potrebbe trovarci addormentati. Mia nonna mi raccomandava sempre di essere in grazia di Dio perché nessuno conosce il giorno e l’ora della propria morte e se quel giorno non ci troverà senza peccato son dolori: è la condanna eterna. Dov’è il motivo per gioire?».
Il relatore fece uno scarto che smentiva la sua aria compassata e, con un tono di voce alterato che tradiva l’indole focosa, replicò: «Hai ragione! Ho sempre avuto la certezza che la lettura dei testi sacri, a cominciare dalla parola “Vangelo”, sia alquanto criptica. Perché al posto di “Vangelo” non diciamo: “Buona notizia”? La stessa parola “Avvento” non è di facile intuizione. Perché dobbiamo conoscere il greco antico e il latino per comprendere fino in fondo il significato di queste parole? Se fossi stato una persona qualificata, mi sarebbe tanto piaciuto tradurre la Bibbia in un linguaggio attuale così da rendere immediatamente comprensibili sia le parole sia gli splendidi contenuti troppe volte travisati come in questo caso».
Ancora non è stata fatta un’edizione della bibbia in chiaro e, quindi, occorre riferirsi alla conoscenza del contesto culturale in cui le parole sono state pronunciate per cercarne il vero significato e non tradire il pensiero di chi le ha tramandate. È vero che è necessario che la Parola entri in noi e ci parli, ma è altrettanto vero che se io non la conosco questa non potrà parlarmi.
Il termine “Avvento” significa la venuta verso di te di qualcuno o di qualcosa. In questo caso il qualcuno è lo stesso Dio che vuole incontrarti. Nessun incontro è neutro, ma porta sempre una novità bella o brutta, buona o cattiva. È dallo stesso termine latino che noi abbiamo coniato la parola “avventura”, che però ha un significato ambiguo, perché può anche indicare una trasgressione di tipo sessuale. L’avventura di cui parliamo è un’esperienza entusiasmante per il fatto che è l’incontro con ...apri il file...

Ultimo aggiornamento Sabato 05 Dicembre 2020 11:56
 


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