Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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30/04/23 - 4a domenica di Pasqua

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IV Domenica di Pasqua

Addio, casa natìa, dove, sedendo, con un pensiero occulto,
s'imparò a distinguere dal rumore de' passi comuni
il rumore d'un passo aspettato con un misterioso timore.
(Alessandro Manzoni - I Promessi Sposi Cap VIII)

Questo passaggio fa parte del brano “Addio ai monti”: è il momento più lirico di tutti i “Promessi sposi”. È una notte triste perché Renzo e Lucia, su consiglio del buon padre Cristoforo, sono costretti ad allontanarsi in barca dal paese dove sono nati, per sfuggire alle mire del malvagio don Rodrigo che vuole la mano della ragazza. Lucia, vinta dallo sconforto, si abbandona a un ricordo di profonda intimità.
Anche in questo brano di vangelo, benché in un contesto del tutto diverso, addirittura opposto, risuona questa intimità che scaturisce dall’essere chiamati per nome e riconoscere la voce di chi stiamo aspettando. Gesù ci chiede di vivere un rapporto personale, intimo e coinvolgente. Egli non si limita a darci un buon consiglio come quello che padre Cristoforo dette a Renzo e Lucia, ma ci accompagna verso la libertà scaraventandoci fuori dai recinti che c’imprigionano e, insieme al respiro, ci tolgono la gioia di vivere. Non ci racchiude in luoghi angusti protetti da alti steccati, ma ci precede verso nuovi e spaziosi orizzonti.
L’uomo di oggi è consapevole che deve essere portato fuori dai recinti che lo soffocano? È cosciente di essere racchiuso in gabbie magari dalle sbarre d’oro? Basta soffermarsi a riflettere che subito prendono forma questi muri che con la libertà ci tolgono anche la capacità di amare: l’idea di un Dio che incute terrore, che giudica, che punisce, ci rende infelici e ci toglie ...apri il file...

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29/04/23 - Santa Caterina da Siena

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Santa Caterina da Siena (patrona d’Italia e d’Europa)

 

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25/04/23 - San Marco evangelista

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San Marco, evangelista

 

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23/04/23 - 3a domenica di Pasqua

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III Domenica di Pasqua

Condividere la Parola,
condividere il pane

Il brano di vangelo proposto dalla liturgia costituisce una risposta di Luca alle comunità della Grecia e dell’Asia Minore che vivevano una realtà di grande difficoltà. Infatti, al loro interno c’erano farisei che volevano imporre la legge di Mosè[1], uomini, legati a Giovanni il Battista, che non avevano udito parlare dello Spirito Santo[2], ebrei che in nome di Gesù cacciavano i demoni[3], … insomma le comunità crescevano di numero ma, costituite da persone provenienti da esperienze diverse, finivano per essere divise e non saper affrontare la tremenda persecuzione dell’Impero romano.
Probabilmente, la più grande difficoltà era credere nella resurrezione di Gesù. Infatti, quella generazione non aveva avuto contatto diretto con il Maestro e la prova definitiva della resurrezione, che sarebbe dovuta avvenire con l’annientamento dei nemici e la costituzione del nuovo Regno promesso, non si era realizzata, anzi, non solo i nemici non erano stati annientati ma, addirittura, avevano distrutto il Tempio di Gerusalemme.
Luca, che scrive il suo vangelo all’incirca cinquanta anni dopo la morte di Gesù e dieci anni dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme e che, come loro, non aveva conosciuto direttamente il Maestro, perché si era convertito dieci anni dopo la sua morte, non solo è testimone di questo disorientamento, ma, probabilmente l’ha anche vissuto personalmente.
Dalla lettura del brano si capisce come l’evangelista non intenda fare una cronistoria, ma una catechesi sul cammino da percorrere per riuscire a vedere il risorto di cui abbiamo certezza storica della morte, ma non della resurrezione.
I due discepoli, delusi, sfiduciati, sconfitti dagli avvenimenti e senza speranza, preferiscono scappare dalla comunità e dirigersi verso Emmaus.
Già i primi versetti del brano ci danno alcuni indizi importanti.
Il primo è ...apri il file...


[1] 1 Ora alcuni, venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli: «Se non vi fate circoncidere secondo l'usanza di Mosè, non potete essere salvati». (At 15, 1)

[2] 1 Mentre Apollo era a Corinto, Paolo, attraversate le regioni dell'altopiano, scese a Èfeso. Qui trovò alcuni discepoli 2e disse loro: «Avete ricevuto lo Spirito Santo quando siete venuti alla fede?». Gli risposero: «Non abbiamo nemmeno sentito dire che esista uno Spirito Santo». 3Ed egli disse: «Quale battesimo avete ricevuto?». «Il battesimo di Giovanni», risposero. 4Disse allora Paolo: «Giovanni battezzò con un battesimo di conversione, dicendo al popolo di credere in colui che sarebbe venuto dopo di lui, cioè in Gesù». 5Udito questo, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù 6e, non appena Paolo ebbe imposto loro le mani, discese su di loro lo Spirito Santo e si misero a parlare in lingue e a profetare. 7Erano in tutto circa dodici uomini. (At 19, 1-6)

[3] 13Alcuni Giudei, che erano esorcisti itineranti, provarono anch'essi a invocare il nome del Signore Gesù sopra quanti avevano spiriti cattivi, dicendo: «Vi scongiuro per quel Gesù che Paolo predica!». (At 19,13)

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 19 Aprile 2023 05:18
 


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