Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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03/07/20 - San Tommaso apostolo

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San Tommaso apostolo

messalino

Ultimo aggiornamento Giovedì 02 Luglio 2020 16:15
 

29/06/20 - Solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli

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Solennità dei santi Pietro e Paolo apostoli

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28/06/20 - 13a domenica del tempo ordinario

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13a domenica del tempo ordinario - anno A


Caro Michele, caro Francuccio, cari ragazzi,
non è vero che non ho debiti verso di voi.
L'ho scritto per dar forza al discorso!
Ho voluto più bene a voi che a Dio, ma ho speranza
che lui non stia attento a queste sottigliezze
e abbia scritto tutto al suo conto.
Un abbraccio, vostro Lorenzo”
(dal testamento di don Lorenzo Milani)


Questo passo evangelico, che termina il discorso di Gesù sulla missione dei discepoli, può essere diviso in due parti contrassegnate la prima dalle parole “non è degno di me” e la seconda “avrà/non perderà la ricompensa”.
Per quanto riguarda la comprensione, è sicuramente uno fra i più complessi brani del Nuovo Testamento. La difficoltà d’interpretazione deve aver scombussolato alquanto la comunità cristiana di riferimento dell’evangelista.
Gli argomenti sono i seguenti:
La famiglia. La chiave di lettura è il rapporto fra Dio e il suo popolo che, dal profeta Osea in poi, è paragonato al matrimonio fra Dio, lo sposo e il popolo, la sposa. Sempre nell’Antico Testamento Yhwh, a differenza degli dei delle altre religioni, è presentato come un dio geloso che non accetta in maniera assoluta la presenza di altri dei[1]. Gesù, con questa richiesta, non intende contraddire la Torah che ordina di onorare il padre e la madre, atteggiamento che anche lui ha riaffermato, come si legge nel Vangelo[2], ma chiede che chi scelga di seguirlo debba essere completamente libero.
Certamente, con queste parole, ha ribaltato la relazione all’interno della famiglia - dove il capo indiscusso era l’uomo - così da renderla problematica all’interno della Chiesa nascente. Che quest’affermazione non fosse solo teorica lo mostra sia il rapporto di Gesù con la sua famiglia fin dall’inizio complicato[3] sia la ricerca della libertà per seguire il Padre fine da lui perseguito con costanza e senza preoccupazione del giudizio degli altri. Infatti, quando andò da Giovanni per ...continua...


[1] 6«Io sono il Signore, tuo Dio, che ti ho fatto uscire dalla terra d'Egitto, dalla condizione servile.
7Non avrai altri dèi di fronte a me.

8Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo né di quanto è quaggiù sulla terra né di quanto è nelle acque sotto la terra. 9Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, che punisce la colpa dei padri nei figli fino alla terza e alla quarta generazione, per coloro che mi odiano, 10ma che dimostra la sua bontà fino a mille generazioni, per quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti. (Dt 5, 6-10)

[2] 8Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». 9E diceva loro: «Siete veramente abili nel rifiutare il comandamento di Dio per osservare la vostra tradizione. 10Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte11Voi invece dite: «Se uno dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è korbàn, cioè offerta a Dio», 12non gli consentite di fare più nulla per il padre o la madre. 13Così annullate la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte». (Mc 7, 8-13)

3Ed egli rispose loro: «E voi, perché trasgredite il comandamento di Dio in nome della vostra tradizione?
4Dio ha detto: Onora il padre e la madre e inoltre: Chi maledice il padre o la madre sia messo a morte.
5Voi invece dite: «Chiunque dichiara al padre o alla madre: Ciò con cui dovrei aiutarti è un'offerta a Dio, 6non è più tenuto a onorare suo padre». Così avete annullato la parola di Dio con la vostra tradizione. (Mt 15, 3-6)

[3] 46Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. 47E tutti quelli che l'udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte. 48Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: «Figlio, perché ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamo». 49Ed egli rispose loro: «Perché mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?». 50Ma essi non compresero ciò che aveva detto loro. (Lc 2, 46-50)

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Ultimo aggiornamento Giovedì 25 Giugno 2020 07:37
 

24/06/20 - Natività di S. Giovanni Battista

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Natività di Giovanni Battista

78Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall'alto,
79per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».
(Lc 1, 78-79)


Sotto il termine “dittico”, normalmente riferito alla produzione artistica, dal Medioevo in poi erano compresi i dipinti su due tavole unite da una cerniera. Per analogia con questo termine si può indicare anche una struttura che metta in parallelismo due situazioni al fine di una comparazione.
Il testo di vangelo proposto oggi dalla liturgia, si colloca all’interno dei Vangeli dell’infanzia, che si trovano nei primi due capitoli del Vangelo di Luca. Per meglio comprendere la Buona notizia, occorre sempre tener presente che non si sta leggendo una biografia o una cronaca e neppure una storia, e che non si apprendono, quindi, fatti ma verità, cioè il Vangelo è teologia. A noi occidentali, curiosi come siamo, piace sentir raccontare “cos’è successo”; il mondo orientale, invece, è interessato più alla trasmissione della verità che alla storicità dei fatti: in altre parole, per noi la verità deve essere legata alla storicità, per loro il fatto, indipendentemente dalla sua storicità, è interessante se trasmette la verità. Luca, in questi primi due capitoli, applica un confronto fra Giovanni Battista e Gesù e mostra la superiorità di quest’ultimo.
L’inizio del brano di oggi riecheggia il parto di Rebecca[1], ma il compimento del tempo non significa solo che il figlio di Elisabetta sta per nascere, piuttosto che inizia a realizzarsi il progetto di Dio. Infatti, in tal senso l’espressione è usata anche da san Paolo nella lettera ai Galati[2]. Lo stesso Gesù usa espressioni analoghe per riferirsi all’era della salvezza e precisamente nelle nozze di Cana e sulla croce prima di morire[3]. La nascita del Battista inaugura, quindi, questo tempo di salvezza.
I vicini e i parenti provano una grande gioia perché riconoscono in questa nascita un fatto eccezionale. È la stessa gioia che prova Sara quando nasce Isacco e che, data la straordinarietà dell’evento, contagerà chiunque ...continua...

 


[1] « 24Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco, due gemelli erano nel suo grembo.» (Gn 25, 24)

[2] «4Ma quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la Legge, 5per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perché ricevessimo l'adozione a figli.» (Gal 4, 4)

[3] «Donna, che vuoi da me? Non è ancora giunta la mia ora» (Gv 2, 4)

«30Dopo aver preso l'aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.» (Gv 19, 30)

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Ultimo aggiornamento Martedì 23 Giugno 2020 06:25
 


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