Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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21/06/20 - 12a domenica del tempo ordinario

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12a domenica del tempo ordinario - anno A

Milioni di persone hanno visto la caduta della mela,
ma Newton è stato colui che ha chiesto “perché”.
(Bernard M. Baruch)

Questo brano di vangelo non crea particolari emozioni per il credente che vive in occidente, perché egli non sperimenta la situazione delle prime comunità cristiane.
Per i cristiani della chiesa primitiva non era facile testimoniare il messaggio di Gesù, quindi lo scegliere questa strada comportava non poco coraggio perché in gioco c’era la vita. L’annuncio del discepolo irrompe nella società umana rendendola inquieta e scardinandone la tranquillità perché la proposta evangelica impone una presa di posizione radicale che, alla fine porrà gli uni contro gli altri, compresi i fratelli e i genitori[1]. Gesù, per le sue idee, era ritenuto un pazzo dalla cerchia familiare e un uomo pericoloso dalle autorità religiosa e civile. Infatti, il suo messaggio di pace e di amore rischiava di demolire i pilastri sui quali poggiava il potere religioso e politico.
Le prime comunità, all’inizio, riuscivano a vivere questa scelta, nonostante le persecuzioni del potere religioso e di quello politico, perché certe dell’imminente venuta del regno di Dio. In seguito, quando le persecuzioni continuavano e le speranze tardavano a realizzarsi, si era verificato un naturale calo di tensione e una sorta di ripensamento. D’altronde questo comportamento da un punto di vista umano è normale perché i pochi che vanno contro corrente e incrociano una marea di persone che si dirigono dalla parte opposta, alla fine, finiscono per chiedersi chi percorra la strada giusta. È per arginare la situazione che, probabilmente, i redattori evangelici si servono di queste assicurazioni per rincuorare e rimotivare le loro comunità.
Oggi, per rimanere nell’ambito delle persone di fede cristiana, consapevoli tuttavia che tutte le fedi religiose sono coinvolte, si trascrivono di seguito alcuni dati riportati dalla World Watch List 2020 di Porte Aperte.
“Al di là delle uccisioni legate alla fede, sconcerta il notevole aumento della “pressione” sui cristiani, in un mix di vessazioni, aggressioni, violenze e discriminazioni che sintetizziamo con questo schema: ...continua...


[1] «34Non crediate che io sia venuto a portare pace sulla terra; sono venuto a portare non pace, ma spada. 35Sono infatti venuto a separare l'uomo da suo padre e la figlia da sua madre e la nuora da sua suocera36nemici dell'uomo saranno quelli della sua casa.» (Mt 10, 34-36).

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Ultimo aggiornamento Martedì 16 Giugno 2020 09:30
 

19/06/20 - Sacro Cuore di Gesù

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Sacratissimo cuore di Gesù

messalino

 

14/06/20 - ss. Corpo e Sangue di Cristo

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Solennità del SS. Corpo e Sangue di Gesù - anno A

60Molti dei suoi discepoli, dopo aver ascoltato, dissero:
«Questa parola è dura! Chi può ascoltarla?»
66Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano più con lui.
67Disse allora Gesù ai Dodici: «Volete andarvene anche voi?».
68Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna
69e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio».
(Gv 6, 60.66-69)

Di cena in cena o di banchetto in banchetto la Chiesa percorre la sua strada verso la Gerusalemme celeste.
La prima significativa cena è quella descritta nell'Esodo[1] la vigilia della liberazione del popolo ebraico dalla schiavitù dell'Egitto. A rileggere le modalità di questa cena si respira aria di novità, occorre vegliare, stare attenti, non si può perdere tempo quando il Signore chiama: «11Ecco in qual modo lo mangerete: con i fianchi cinti, i sandali ai piedi, il bastone in mano; lo mangerete in fretta. È la Pasqua del Signore!».
Oggi, festa del Corpus Domini, celebriamo la cena della Nuova Alleanza; tutto intorno è apparentemente statico, ma le parole di Gesù sul pane e sul vino suo corpo e sangue, pur difficilmente comprensibili, ci daranno la spinta a ripartire per essere segno e strumento di liberazione per tutta l'umanità. Da ultimo, alla fine dei tempi, ci sarà il banchetto finale descritto da Isaia[2].
Giovanni non racconta l'istituzione dell'eucaristia, ma ce ne dà il senso nel brano di vangelo odierno che fa parte del discorso di Gesù nella sinagoga di Cafàrnao dopo aver distribuito il pane e i pesci alla gran folla che gli andava dietro.
Per comprendere il gesto di Gesù nell'ultima cena, è indispensabile spazzar via o accantonare tutto ciò che non proviene dalla parola del Signore, soprattutto se riflette un intimismo devozionale che rischia di distrarci dal senso autentico del gesto compiuto da Gesù. I segni del pane e del vino, se oggi non sono intuitivamente comprensibili per spiegare il significato della cena del Signore, ai tempi di Gesù, nel contesto riferito da Giovanni, erano duri da accettare o addirittura ripugnanti. Per questo, molti discepoli decidono di non seguire il maestro e di tornare indietro.
La carne, nella cultura semitica, significa la parte della persona più debole e fragile destinata alla corruzione, mentre il sangue è il simbolo della vita. Gesù, facendosi carne, si è reso in tutto simile all'uomo e Dio affida a questa fragilità la salvezza dell'umanità. Mangiare, nel testo greco vuol dire masticare nel senso di assimilare il messaggio consegnatoci dalla fragilità dell'uomo Gesù. Al Sinai, quando fu stipulata l'alleanza, Mosè usò una parte del sangue delle vittime sacrificali per aspergere il popolo e versò l'altra sull'altare per indicare, con questo rito, la comunione di vita con Dio. Bere il sangue di Gesù significa accettare il suo amore attraverso il quale siamo uniti all'interno dell'amore trinitario.
Qual è lo scopo dell'adorazione di Gesù eucaristico? Liberarci dalla materialità del nostro essere? Materia, la parte fragile e mortale, e spirito, la parte immortale, costituiscono, per la fede cristiana, una fonte di tensione che non può essere risolta, ovviamente in favore dello spirito, negando o addirittura annientando la materia.
Spesso, in tempi non tanto lontani, questa tensione ha portato l'uomo a comportamenti al limite della patologia. Il piacere terreno era sicuramente da evitare e i fioretti ci aiutavano a evitarlo: la Madonna e Dio stesso si sarebbero rallegrati della decisione di non vedere un film, di non andare a ballare, di non bere o mangiare alimenti e bevande piacevoli o di rinunciare alle lecite gioie sessuali. E che dire delle pratiche di mortificazione del corpo attraverso ...continua...


[1] Es 12, 1-14

[2] Is 25, 6-12

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Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Giugno 2020 05:34
 

07/06/20 - Santissima Trinità

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Solennità della SS. Trinità - anno A

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo.
Amen.

Trinità! Se si cerca nella Bibbia questo termine, non si trova. Se si legge il “Catechismo della Chiesa Cattolica” (232 – 267) ci si scontra con un linguaggio non proprio facile. Certo è che l’uomo, da sempre, si pone la domanda: «Chi è Dio?». Delle risposte date, di solito, noi conosciamo solo le sintesi che, anche se ben costruite, non riescono a spiegare compiutamente ciò che cerchiamo.
Di questo Dio e della Trinità, per secoli, si è occupata la teologia, la filosofia e perfino la chimica e la matematica. Comunque è molto importante parlare di questo mistero non solo perché è il fondamento della nostra fede, ma anche perché non possiamo sottrarci all’incontro con le altre religioni che oggi, molto più che nel passato, per ovvi motivi legati alle emigrazioni, costituisce la normalità.
La dimensione trinitaria - così esplicitata al punto 19 del catechismo di san Pio X «Dio è uno solo, ma in tre Persone uguali e distinte, che sono la santissima Trinità» - non può essere dimostrata ma rivelata per cui il cristiano è costretto a credere in una contraddizione razionale. Come uscirne?
La nostra generazione, in fatto di religione, è stata abituata a ragionare attraverso formule per cui il mistero trinitario si pone solo, o quasi, come esigenza di dover conciliare la teologia con la matematica. Il modello matematico di questo nostro Dio potrebbe essere 1+1+1 = 3, dove si trovano tre persone uguali e distinte ma non l’unicità, oppure 1x1x1 = 1 dove sono rispettate le caratteristiche previste dalla formula teologica? Non ci possiamo accontentare di ridurre a una somma o a un prodotto il Dio in cui crediamo. In conclusione, potremmo pensare che un Dio formula, statico per sua natura ci serva di più di un dio dinamico presente nella storia.
È sempre la solita storia: il rito è innocuo e non c’impegna a pensare e scegliere, la fede sconvolge la nostra vita perché ci rende liberi. La Buona notizia ci fa incontrare un Dio dinamico (Gesù si dà da fare fino alla morte per donare la vita all’uomo) che non sta nell’alto dei cieli seduto su un trono a guardare le azioni dell’uomo e, forse, neppure a divertirsi. Non è un Dio annoiato, è vitale e ama svisceratamente (se così si può dire) il mondo, cioè l’umanità intera bisognosa di salvezza, e a lei offre una vita piena di comunione con lui attraverso il dono del suo unico Figlio. Questa prospettiva ci mostra con chiarezza il rapporto esistente all’interno della Trinità: tre persone che si mettono in relazione fra loro attraverso un moto circolare. Quello che le caratterizza ...continua...

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Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Giugno 2020 05:50
 


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