Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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23/06/22 - Natività di San Giovanni Battista

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Natività di S. Giovanni Battista

78Grazie alla tenerezza e misericordia del nostro Dio,
ci visiterà un sole che sorge dall'alto,
79per risplendere su quelli che stanno nelle tenebre
e nell'ombra di morte,
e dirigere i nostri passi
sulla via della pace».

(Lc 1, 78-79)

Sotto il termine “dittico”, normalmente riferito alla produzione artistica, dal Medioevo in poi erano compresi i dipinti su due tavole unite da una cerniera. Per analogia con questo termine si può indicare anche una struttura che metta in parallelismo due situazioni al fine di una comparazione.

Il testo di vangelo proposto oggi dalla liturgia, si colloca all’interno dei Vangeli dell’infanzia, che si trovano nei primi due capitoli del Vangelo di Luca. Per meglio comprendere la Buona notizia, occorre sempre tener presente che non si sta leggendo una biografia o una cronaca e neppure una storia, e che non si apprendono, quindi, fatti ma verità, cioè il Vangelo è teologia. A noi occidentali, curiosi come siamo, piace sentir raccontare “cos’è successo”; il mondo orientale, invece, è interessato più alla trasmissione della verità che alla storicità dei fatti: in altre parole, per noi la verità deve essere legata alla storicità, per loro il fatto, indipendentemente dalla sua storicità, è interessante se trasmette la verità. Luca, in questi primi due capitoli, applica un confronto fra Giovanni Battista e Gesù e mostra la superiorità di quest’ultimo.
L’inizio del brano di oggi riecheggia il parto di Rebecca[1], ma il compimento del tempo non significa solo che il figlio di Elisabetta sta per nascere, piuttosto che inizia a realizzarsi il progetto di Dio. Infatti, in tal senso l’espressione è usata anche da san Paolo nella lettera ai Galati[2]. Lo stesso Gesù usa espressioni analoghe per riferirsi all’era della salvezza e precisamente nelle nozze di Cana e sulla croce prima di morire[3]. La nascita del Battista inaugura, quindi, questo tempo di salvezza.
I vicini e i parenti provano una grande gioia perché riconoscono in questa nascita un fatto eccezionale. È la stessa gioia che prova Sara quando nasce Isacco e che, data la straordinarietà dell’evento, contagerà chiunque ne sia a conoscenza[4]. Infatti, da un punto di vista biologico, la nascita di Isacco e di Giovanni erano entrambe ...apri il file...

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19/06/22 - ss. Corpo e Sangue di Cristo

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Santissimo Corpo e Sangue di Cristo

Del Signore è la terra e quanto contiene:
il mondo, con i suoi abitanti.
(Salmo 24)

Per i bambini questo brano può sembrare una magia, e agli adulti, se non possiedono la chiave di lettura, appare assurdo e impossibile.
La moltiplicazione dei pani è raccontata sei volte nei vangeli: una volta da Luca e Giovanni, due volte da Matteo e Marco; ciò sta a indicare che si dava moltissima importanza a questo fatto. Quello che però colpisce è che le redazioni non sono tutte concordi. Per esempio il luogo dove è avvenuto il miracolo è una zona deserta dell’entroterra o della costa oppure una pianura verdeggiante o un monte? Come sono arrivati in quel luogo?  A piedi, in barca? E i pani erano cinque o sette? I contenitori del cibo non distribuito erano ceste, canestri o sporte? E il numero delle persone sfamate? … Inoltre, l’analisi più approfondita del brano suscita delle domande legittime che ci lasciano perplessi circa la natura del racconto. Gli evangelisti sono dei cronisti che raccontano un fatto oppure dei teologi che vogliono spiegare una realtà?
Se ci trovassimo di fronte a un fatto, avremmo sicuramente molte difficoltà ad accettarlo nel senso che numerose e importanti sono le cose che gli evangelisti avrebbero dovuto spiegare e non l’hanno fatto, probabilmente, perché non ritenevano che rivestissero importanza per i loro fini. E se questo fosse un fatto di cronaca, perché è avvenuto una sola volta e non continua anche oggi ad accadere? È indubitabile allora che non siamo di fronte alla pagina di cronaca di un giornale, ma a una lezione teologica.
È evidente che l’azione di Gesù raccontata in questo evento è la stessa dell’istituzione eucaristica, avvenuta durante l’ultima cena, e del pasto del Risorto con i discepoli di Emmaus. Inoltre occorre tener presente che di questi racconti si possono fare sei letture teologiche differenti, perché ciascun autore parla a una comunità che ha esigenze diverse che cambiano nel tempo. È legittimo, quindi, pensare che per l’evangelista non solo esista un nesso tra l’eucaristia e la vita dell’uomo, ma che tale nesso non possa prescindere dall’attualità.
Il messaggio con cui inizia il brano è che Gesù accoglie tutti quelli che manifestano un interesse per la sua parola e non contiene alcun giudizio che li possa escludere. Infatti, parla a tutti del regno di Dio, cioè di una società che segua il disegno del Padre che ha donato all’uomo ogni bene perché fosse felice sulla terra (Gn 1, 29-31) e Gesù interviene subito guarendo i malati. La società nuova di cui parla Gesù deve essere costruita dall’uomo stesso e ...apri il file...

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12/06/22 - Santissima Trinità

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Santissima Trinità

Se tu potessi conoscere totalmente Dio,
o tu saresti Dio o Dio non sarebbe più Dio.
(S. Agostino)

Alla domanda: «Chi è Dio?», si può veramente definire l'essenza di Dio? Con il linguaggio umano non è possibile rispondere, ma nonostante ciò, l'uomo da sempre ha cercato in ogni modo di comprendere Dio con la mente e di definirne l’immagine con le sue parole. Così, per mancanza di umiltà e persistendo nel non considerare che Lui non abbia mai smesso di parlare, l'uomo non si è posto in ascolto e perciò si è privato anche dell'unica possibilità d'incontrarlo.
La definizione della Trinità è il tentativo dell'uomo di formulare con i suoi criteri quanto è detto di Dio nei vangeli, dove il termine Trinità pur non apparendo mai esplicitamente, è tuttavia richiamato con impliciti riferimenti.
Il dogma della Trinità si è formato lentamente fino ad assumere la sua forma definitiva nel IV° secolo dopo Cristo, in particolare con il Concilio di Nicea nel 325 d.C. e in quello di Costantinopoli nel 381 d.C..
Nel primo si affermò che Gesù Cristo è il Figlio unigenito di Dio, generato, non creato, consustanziale al Padre, eterno e immutabile. Con questa definizione si confutò l'Arianesimo che affermava come la natura divina di Gesù fosse sostanzialmente inferiore a quella di Dio, che Gesù fosse stato creato da Dio e non fosse consustanziale a Lui.
Con il Concilio di Costantinopoli fu sistemato definitivamente il dogma com’è conosciuto oggi, infatti, si affermò, per la prima volta, che lo Spirito Santo è persona divina, consustanziale al Padre e al Figlio.
Fin da allora molte sono state le resistenze ad accettare questo dogma e anche oggi, in ambito cristiano il dogma è accettato dai cattolici, dagli ortodossi e dalla maggior parte delle chiese protestanti, mentre non è accettato dai mormoni e dai testimoni di Geova perché, a loro parere, non ve n'è alcuna traccia nelle Scritture.
Per quanto riguarda le altre due religioni monoteiste, la posizione dell'Islam è molto critica, infatti, ritiene che Gesù sia un uomo come il profeta Maometto ma a lui inferiore. Inoltre, il dogma della Trinità, insieme all'adorazione della Madonna e dei santi, è la causa principale dell'accusa di politeismo che l'Islam rivolge al cristianesimo.
Parimenti anche gli Ebrei rifiutano il dogma della Trinità perché rigettano la missione divina di Gesù e, come gli Islamici, accusano i Cristiani di politeismo.
Certamente parlare della Trinità porta in sé il rischio di ...apri il file...

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05/06/22 - Domenica di Pentecoste

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Pentecoste

Spesso si vedono fili elettrici, piccoli o grossi, nuovi e vecchi,
dei cavi costosi e a buon mercato;
da soli sono inutili
e, finché non passa la corrente non si ha luce.
Il filo siamo noi, la corrente è Dio.
Madre Teresa

Gli ebrei, con l’inizio della mietitura del grano, che si celebrava il cinquantesimo giorno dopo Pasqua, partecipavano a una gioiosa festa agricola detta anche “festa della mietitura” (Es 23, 16), “festa dei primi frutti” (Num 28, 26) o “festa dello Shavuot”, in italiano “festa delle settimane”, (Es 34, 22; Dt 16,10; 2Cr 8,13). Quest’ultimo nome indicava la data di celebrazione della festa che avveniva sette settimane dopo la Pasqua. Gli ebrei che non abitavano in Palestina chiamavano la festa dello Shavuot con la parola greca Pentecoste che indica la 50a giornata (Tb 2, 1 e 2Ma 12, 31-32). Questa festa, insieme alla Pasqua e alla Festa delle Capanne, era una delle tre festività del pellegrinaggio a Gerusalemme. Infatti, comportava un pellegrinaggio a Gerusalemme di tutti gli ebrei maschi adulti (che fossero in grado di farlo), l’astensione da qualsiasi lavoro, un’adunanza sacra e particolari sacrifici fra cui il pane fatto con il grano nuovo offerto sull'altare. All’epoca di Gesù questa festa aveva mutato il suo carattere e celebrava il ricordo della rivelazione sinaitica (cfr. Es 19). Come per la Pasqua, un gran numero di Ebrei provenienti da tutte le parti del mondo raggiungevano Gerusalemme per partecipare alla festa. Ed è in questo contesto che si colloca la prima Pentecoste cristiana in cui si celebra la discesa dello Spirito Santo che raduna nella Chiesa tutti i popoli.
Con la solennità della Pentecoste, che si celebra dopo cinquanta giorni dalla Pasqua, termina il tempo pasquale: sono cinquanta giorni nei quali la liturgia è tutta centrata nella celebrazione della Pasqua di Gesù. Tutto il periodo è considerato come un solo giorno, infatti, le domeniche che esso comprende non sono chiamate Domeniche dopo Pasqua, bensì Domeniche di Pasqua.
Per l’evangelista Giovanni, il Mistero Pasquale di Gesù si realizza nella sua pienezza sulla croce; Giovanni non fa distinzioni cronologiche tra morte, risurrezione, ascensione ed effusione dello Spirito Santo, ma,     ...apri il file...

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