Parrocchia Santa Maria a Quarto - Bagno a Ripoli

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21/11/21 - Cristo re

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34a domenica del Tempo Ordinario - anno B

Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo

 

«L'ho detto più volte e lo ripeto ancora oggi a voi:
preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade,
piuttosto che una Chiesa malata
per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze.
Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro
e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti…».
(papa Francesco - Firenze 10/11/2015)

Per tutti quelli che sono convinti che la religione debba occuparsi solo delle cose del cielo, perché di quelle della terra si occupa la politica, ecco il vangelo di oggi, radicale e senza vie di compromesso. A prima vista sembra confermare una contrapposizione tra il cielo e la terra, ma non è così: la contrapposizione c'è, ma è fra due sistemi di essere re in questa terra.
I piedi di Gesù sono ben piantati sulla terra e la promessa che lui ci fa è che il Regno di Dio inizierà proprio da qui. Il messaggio per chi vuol seguire Gesù è forte e chiaro: non si può fuggire dal mondo, è necessario immergersi nelle istituzioni politiche, religiose e sociali per sconfiggere un sistema vecchio, fatto di violenza, di odio e di morte e attuare un modo nuovo di vivere fondato sulla civiltà dell'amore e la comunicazione di vita. L'impegno per il cambiamento a tutti i livelli che ci chiede Gesù ha le sue basi sulla speranza corroborata dalla promessa che abbiamo letto nel vangelo di domenica scorsa: con la distruzione del tempio di Gerusalemme scomparirà il vecchio, con l'annuncio della Buona Notizia inizierà a fiorire il nuovo. Siamo nella seconda fase del processo storico annunciato e il Natale si fa vicino.
Da notare che l’evangelista, secondo uno stile che usa anche in altri casi, non ci presenta la cronaca di un dialogo fra Gesù e Pilato, ma una scena, come in una sacra rappresentazione, in cui esprime ...continua...

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14/11/21 - 33a domenica del tempo ordinario

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33a domenica del Tempo Ordinario - anno B

 

Quello che il bruco chiama fine del mondo,
il resto del mondo chiama farfalla.
(Lao Tze e le vite dell'uomo)

Indecisi fra l'essere affascinati o terrorizzati, abbiamo sempre guardato con interesse i cataclismi naturali. Anche se ora non abbiamo più bisogno di propiziarci il sole, la luna, le stelle, il vento o Giove che scaglia i fulmini, continuiamo a non trovare risposte ad alcune domande che ci affliggono. Perché esistono il dolore, le ingiustizie e le violenze che in genere colpiscono solo i più inermi? E accanto a queste domande ce ne sono molte altre più profonde cui non sappiamo dare risposta. Perché sono nato? Che senso ha vivere e mettere al mondo i figli? Dove sta andando questa umanità, quale sarà il nostro destino? A queste domande è difficile trovare un senso.
L'evangelista Marco scrive per le comunità cristiane afflitte dagli stessi problemi di oggi. Infatti, vi era stata la persecuzione di Nerone nel 64 d.C. dovuta alla ricerca di un capro espiatorio per il grande incendio di Roma, nel 69 d.C.. L'anno dei quattro imperatori (Galba, Ottone, Vitellio e Vespasiano), l'impero romano è sconvolto da una guerra civile breve ma sanguinosa e, in quegli anni, è in atto la prima guerra giudaica che, nel 70 d.C., terminerà con la distruzione del Tempio. A queste catastrofi dovute ...continua...

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09/11/21 - Dedicazione della Basilica Lateranense

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Dedicazione della Basilica Lateranense

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07/11/21 - 32a domenica del tempo ordinario

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32a domenica del Tempo Ordinario - anno B

 

"Tutto il mondo è un palcoscenico
e gli uomini sono soltanto degli attori
che hanno le loro uscite e le loro entrate.
E ognuno, nel tempo che gli è dato recita molte parti".
(William Shakespeare)

«Essere o apparire?»: è un dilemma che tormenta da sempre l'uomo.
Apparire è forse la strada più semplice per mostrare a noi e agli altri come vorremmo essere, magari seguendo i modelli proposti dai mezzi di comunicazione: persone belle, ricche, piene di vigore, famose e soprattutto vincenti. Viene quasi imposto un uomo ideale che trascorre la propria esistenza nel più assoluto vuoto etico-morale, che, però, neppure noi riusciamo a percepire. Rincorrere questi modelli di vita e rinunciare alla propria identità non ci porterà certo a sconfiggere la solitudine in cui siamo immersi, anzi, ci farà sperimentare un grande senso di vuoto e il fallimento esistenziale.
Vi è ancora un apparire più subdolo e ingiustificabile da un punto di vista etico-morale: è quello dei politici e dei religiosi, di cui abbiamo diversi esempi nella  ...continua...

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