IV domenica di Quaresima
"L'essenziale è invisibile agli occhi"
(dal "Piccolo Principe" di Saint-Exupéry)
Gli arroganti e i presuntuosi non ammettono le ragioni degli altri, sono come abbagliati dalle loro false sicurezze, spesso mutuate dalle esperienze passate, e non sono neppure aperti al nuovo perché è pericoloso e potrebbe far perdere le certezze acquisite.
A volte diciamo a noi stessi, e anche agli altri, di aprire gli occhi; nel brano di vangelo questa espressione si trova per ben sette volte!
Nel "Piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry, quando il principe e la volpe stanno per lasciarsi, quest'ultima gli fa dono di un bellissimo pensiero: «"Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi". "L'essenziale è invisibile agli occhi", ripeté il piccolo principe, per ricordarselo». Forse è proprio questo il significato profondo di aprire gli occhi.
I farisei, che guardano con gli occhi e non con il cuore, vedono la legge ma non l'uomo. Gesù, quando incontra qualcuno, vede la persona nella sua interezza con i problemi, gli affanni, le preoccupazioni, i dolori, le malattie, le incomprensioni … e cerca solo di restituirle una vita piena. Noi, invece molto spesso, non siamo interessati alle persone, non cerchiamo di condividere con loro gioie e dolori, anzi, spesso ci basta soddisfare una curiosità morbosa avida di conoscere gli errori e i peccati altrui.
Che tristezza una religione che riduce la possibilità di trovare Dio al saldo contabile fra le opere buone e i peccati! È Gesù che ci cerca, c'incontra e ci dona vita. In fondo l'uomo di oggi non è poi tanto distante, come mentalità, dai discepoli che, ...apri il file...
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